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Consigli ultra-pratici per trasformare le piccole abitudini quotidiane in gesti d'amore per la nostra salute, gli animali, le piante, il pianeta. Azioni semplici liberamente ispirate a decrescita, acrescita, minimalismo, sostenibilità, etica... 
per preservare il nostro futuro e quello di tutte le altre forme di vita.
Candele sì o candele no?

Candele sì o candele no?

Scegliere candele vegetali sostenibili aiuta l'ambiente. Ma, secondo gli esperti, tutte le candele sono problematiche per la salute, specie se profumate

Lo confesso: credevo che avrei scritto un articolo che consigliasse di sostituire le vecchie, classiche e diffusissime candele in paraffina (un derivato del petrolio che, oltre ad essere una materia prima non rinnovabile, come sappiamo, viene prodotta con grande dispendio di energia) con candele vegetali di soia, cocco o colza (materie prime rinnovabili e riciclabili).

Invece non è così semplice. Gli studi sono pochi, non concordano sui risultati e sono in gran parte gestiti o commissionati da enti, associazioni o aziende legate al commercio di candele in paraffina e pertanto non possono essere considerati fonte neutra (nonostante ciò, anche questi studi raccomandano prudenza e moderazione nell’uso e attenzione all’acquisto di candele di qualità alla massima purezza, pena il rilascio di sostanze tossiche in eccesso per la nostra salute).

Inoltre, la maggior parte degli studi si concentra esclusivamente sulla questione della tossicità delle candele per l’aria domestica, mettendo in secondo piano l’aspetto ambientale e in nessun piano quello dell’etica lavorativa, ovvero delle condizioni di lavoro e della provenienza delle candele, rendendo così solo parziale l’analisi sul loro impatto globale.

Infine, le certificazioni correnti regolamentano esclusivamente sulla sicurezza anti-incendio (standard NF EN 15494) e sull'etichettatura delle sostanze pericolose, per le candele profumate (normativa CLP).

Il risultato? Le candele vengono generalmente considerate sicure, anche se con riserva e solo se rispettano una serie lunghissima di condizioni (di produzione, di purezza del materiale usato, di durata, modalità e luogo d’uso, di condizioni di salute dell’utilizzatore).

Ma andiamo con ordine.

Le più economiche e diffuse: le candele in paraffina

La maggior parte delle candele in commercio è fatta di paraffina: una miscela di idrocarburi solidi ricavata dal petrolio e si presenta come una massa cerosa e biancastra. Prodotta sin dal 1830, i suoi principali impieghi sono nella produzione di candele, lubrificanti, isolanti elettrici, nella patinatura della carta e nella produzione di cosmetici, olii, creme per bambini e gomme da masticare. Per la sua preparazione industriale, i moderni impianti usano l'estrazione con solventi (propano, metiletilchetone, benzene, ecc.). La separazione della paraffina dal petrolato avviene per refrigerazione.

Il maggior produttore di paraffina in Italia (e uno dei maggiori in Europa) è Eni, che produce diversi tipi di paraffina altamente raffinata, catalogate secondo il grado di fusione e impiegate principalmente come materia prima nella produzione di candele, lucidanti e pastelli; componente ausiliario per processi produttivi relativi a miscelazione di cere, gomme, plastiche, emulsioni e adesivi; infine come additivo che migliora le caratteristiche di materiali quali carta, cartone, cavi e condotti elettrici.

Produce inoltre diversi petrolati (utilizzati come impermeabilizzanti per pannelli di legno, materie prime per imballaggi in cartone o agenti protettivi per superfici metalliche), uno speciale petrolato idrogenato bianco (utilizzato come materia prima e componente ausiliare nell’industria del legno, della carta e dei metalli) e una slack wax (utilizzata come materia prima per diverse produzioni e per produrre emulsioni, pannelli di costruzione, fiammiferi o cartoni per imballaggio).

I prodotti di Eni sono certamente di ‘elevato standard qualitativo’, come riporta il loro sito, rispettano tutte le attuali regolamentazioni del settore e sono corredati di schede tecniche e schede di sicurezza.

Rimane il fatto che sono prodotti a partire da una risorsa non rinnovabile che presenta significativi svantaggi ambientali: contribuisce all'esaurimento delle risorse fossili e alla produzione di emissioni nocive durante la combustione. Inoltre, la qualità dell'aria interna può peggiorare a causa dei composti organici volatili rilasciati.

Già questo, per i miei standard etico-ambientali, basta ad evitare di acquistare candele in paraffina. Ma l’analisi non finisce qui.

Come vedremo più sotto, tutte le candele emettono sostanze potenzialmente nocive, bruciando, ma quasi tutti concordano che quelle in paraffina sono un po’ peggio delle altre.

Le candele con cere di origine animale

Le candele in pura cera d’api bruciano lentamente, emanano una luce calda e diffondono un delicato profumo naturale; tuttavia, questa cera è sempre più rara e questo la rende costosa. Questa ‘soluzione’, inoltre, pone molti dubbi e questioni sulla sostenibilità dello sfruttamento delle api, anch’esse sempre più rare e in pericolo.

La cera d’api, così come il miele, la propoli e ogni prodotto di questi preziosi insetti melliferi, non è vegana (e non solo per meri motivi antispecisti). Si potrebbe pensare che, come ci viene spesso presentato dai media mainstream, estrarre la cera o il miele dagli alveari sia un’operazione delicata e non invasiva e ci viene mostrato come empatici apicoltori si avvicinino con rispetto ad ogni singola arnia in un paesaggio bucolico di campi di fiori incontaminati. Ma non è così, o almeno nella moderna produzione di massa di certo non lo è più.

Ecco perché no, secondo il sito Veganok.

- il processo di verifica delle condizioni dell’alveare e di estrazione del miele comporteranno inevitabilmente il ferimento e la morte di un certo numero di api.

- la scelta vegan si basa sulla volontà di non sfruttare gli animali, in alcun modo né contesto.

- buona parte del miele oggi in commercio proviene da allevamenti intensivi, in cui la produzione avviene su scala industriale. Le api, che d’estate si nutrono del nettare dei fiori, nei mesi invernali vengono nutrite con uno sciroppo di zucchero il cui valore nutrizionale non è paragonabile a quello del miele, che viene prelevato per la vendita. Questo nutrimento artificiale non riesce a immunizzare le api dalle malattie, e per questo non è raro che alla loro alimentazione vengano aggiunti antibiotici.

- Il ciclo di vita delle api nei contesti industriali è regolato dall’uomo: quando la produzione cala, mantenerle non è più vantaggioso economicamente; per questo, ciclicamente vengono abbattute e sostituite con altre colonie.

Inoltre, aggiunge Greenpeace, le api sono in declino, minacciate da pesticidi, perdita di habitat, monocolture, parassiti, malattie e cambiamenti climatici. E questo è grave non solo dal punto di vista animale, ma per la sopravvivenza stessa dell’uomo, in quanto il ruolo delle api (insieme a bombi e farfalle) è fondamentale per la produzione alimentare e per l’ambiente. Un terzo del nostro cibo dipende dall’impollinazione degli insetti: solo in Europa, oltre 4.000 tipi di verdure.

Insomma, le api sono già troppo sollecitate e più loro diminuiscono di numero (e quindi producono meno miele e cera), più l’industria di settore aumenterà i prezzi e cercherà escamotages per produrre la stessa quantità di oggi sfruttando di più gli animali e peggiorando le condizioni sopra citate.

Inutile disquisire oltre. Rarità della risorsa, conseguente prezzo, questione ambientale, sfruttamento animale: la cera d’api non è da considerare come materia alternativa al petrolio della paraffina!

ATTENZIONE! Anche alcune candele in cera di stearina (generalmente vegetale), contengono prodotti animali. Prima di acquistarle, controllare bene l’etichetta e, se ci sono dubbi, evitate di comprarle.

Le candele con cere di origine vegetale

Grazie a consumatori sempre più attenti alla propria salute, a quella dell’ambiente e non da ultimo a quella animale, negli ultimi anni sono sempre più diffuse in commercio anche candele prodotte con cere di origine vegetale: di palma, di cocco, di colza o stearina.

Vediamone dettagli e insidie qui di seguito. Ricordo tuttavia l’importanza di informarsi sempre leggendo attentamente l’etichetta ed eventualmente scrivendo ai produttori per maggiori dettagli (questo aiuta a cambiare l’atteggiamento delle aziende verso una maggiore sensibilità alla questione e verso la modifica del business-as-usual in soluzioni più innovative). Optare per cere naturali e sostenibili, può aiutare a ridurre l'impatto ecologico, promuovendo al contempo pratiche agricole e produttive responsabili.

Cera di cocco - brucia lentamente, in modo uniforme e quasi completamente senza fuliggine, è sempre più popolare per la sua abbondanza e le sue proprietà di combustione pulita. Biodegradabile, vegana, non testata su animali, priva di sostanze tossiche e derivata da una risorsa sostenibile.

Ricavata dall'olio estratto dalla polpa della noce di cocco, questa cera si ottiene per idrogenazione, che stabilizza naturalmente gli acidi grassi saturi. Il materiale rimane 100% vegetale: non viene alterata la sua natura. Quando le piantagioni di cocco sono coltivate secondo pratiche responsabili, consentono una produzione che rispetta l'ecosistema tropicale, senza alcun impatto negativo sulla biodiversità locale. Candele di alta gamma sono fatte di cere EcoCoco e Kerax.

Cera di colza – ottenuta dall’idrogenazione dell’olio di colza, è 100% vegetale. Ha combustione lenta, pulita, praticamente priva di fuliggine e non rilascia sostanze tossiche.

È completamente biodegradabile, rinnovabile di origine vegetale, in linea con un approccio eco-responsabile, vegana, senza OGM e non testata sugli animali.

Di origine prevalentemente europea (Francia e Germania i maggiori produttori), la cera di colza favorisce filiere corte e riduce i trasporti. La colza inoltre è oggi ampiamente coltivata secondo pratiche agricole sostenibili. Le colture di colza contribuiscono alla biodiversità favorendo l'impollinazione e non sono associate alla deforestazione.

Cera di oliva – ricavata dall’olio di oliva idrogenato, 100% vegetale. Brucia in modo lento e costante, praticamente senza fuliggine, ha proprietà simili alla cera di colza ma è più facile da lavorare.

Priva di sostanze petrolchimiche, biodegradabile, senza OGM, vegana e non testata sugli animali, la cera d'oliva non rilascia composti indesiderati quando viene bruciata. Prodotta principalmente nel bacino del Mediterraneo, fa parte di un approccio responsabile che promuove la filiera corta.

Cera di soia - rinnovabile e biodegradabile, è anche facilmente rimovibile in caso di macchie su tessuti, utilizzando semplicemente acqua calda. Brucia più pulito e più a lungo rispetto alla paraffina. Tuttavia, è importante considerare l'impatto della coltivazione della soia su larga scala (deforestazione e utilizzo intensivo di pesticidi) e scegliere produttori responsabili che usano soia coltivata in modo sostenibile, riducendo l'impatto ambientale e supportando la biodiversità.

Va inoltre sempre letta l’etichetta, in quanto potrebbe essere addizionata con altre cere. Una candela di soia di qualità dovrebbe contenere una percentuale molto alta di cera di soia pura, idealmente 100% o comunque non inferiore al 90%. Alcune candele commercializzate come "di soia" contengono miscele con percentuali significative di altre cere, come paraffina o cere sintetiche, che ne riducono i benefici ecologici e per la salute.

Cera di palma - solleva preoccupazioni ambientali legate alla deforestazione e alla perdita di habitat. È fondamentale che i consumatori ricerchino marchi che utilizzano solo cera di palma proveniente da fonti sostenibili.

Stearina – o acido stearico. Un tempo ricavata da grassi animali, è oggi per lo più derivata da olio di cocco, palma o girasole. Utilizzato per candele sin dal medioevo e soprattutto da dopo la rivoluzione industriale. Ricerche più recenti hanno scoperto un sostituto naturale certificato RSPO che dimostra una produzione sostenibile e vantaggiosa dal punto di vista economico, ecologico e sociale. Ciò rende ora possibile produrre stearina vegetale a partire da piante anziché da grassi animali, riducendo il suo impatto negativo sull'ambiente e sulla salute dei consumatori.

Qualche idea in più?

Se intendete fare le candele in casa, come attività rilassante o ludica (per esempio con i bambini), trovate consigli su quale cera scegliere per modellabilità, facilità di scioglimento e tenuta della forma o su quali stoppini e accessori utilizzare, su come riciclare la cera o come pulire le macchie di cera tu tessuti o mobili, visitando Terre de Bougies, che vende anche diversi tipi di cere vegetali.

Se vi piacciono le candele di design, un progetto degno di nota e tutto italiano è Ofioca. Utilizza cera di soia 100% vegetale, priva di sostanze nocive; per le candele in vasetto, usa bicchieri in vetro riciclato realizzati a mano in Italia, con tappo in sughero naturale; per gli stoppini sceglie materiali responsabili come cotone non sbiancato o legno certificato FSC da fornitori europei e le fragranze sono vegan e certificate, senza parabeni e ftalati, da fornitore EU.

Le candele peggiorano la qualità dell’aria in casa

Qualsiasi cera scegliamo, avrà sempre delle emissioni e un impatto (più o meno pesante) sull’aria dell’ambiente in cui viene bruciata. È la combustione stessa, infatti, a generare le sostanze che inquinano l’aria. La pericolosità per la nostra salute è data dalla nostra esposizione alle sostanze generate dalla combustione di candele in ambienti chiusi.

Come detto, gli esperti non sono concordi su niente e studi indipendenti, senza conflitto d’interessi, ce ne sono pochi. Tuttavia, la maggior parte degli studi dimostra che le candele in paraffina, soprattutto se colorate o profumate, siano peggiori di quelle in cere naturali e senza additivi.

Ma quali sono le sostanze tossiche emesse dalle candele in paraffina?

- Gasi inorganici: monossido di carbonio, anidride carbonica e biossido di azoto

- Composti Organici Volatili (COV o VOC): formaldeide, acetaldeide, acroleina, benzene, stirene, toluene, xileni, naftalene. e nel caso specifico delle candele profumate, limonene, benzaldeide e linalool. Il toluene, per esempio, è una neurotossina associata a vertigini, mal di testa o effetti più gravi per esposizioni più prolungate, i cui limiti sono fissati da alcune agenzie di regolamentazione. La formaldeide è un noto cancerogeno, come il benzene, collegato a disturbi del sangue, come la leucemia e che se inalato può essere un irritante respiratorio.

- Composti Organici Semi Volatili (COSV): idrocarburi Policiclici Aromatici (PAH) come il benzo[a]pirene, Policlorodibenzodiossine (PCDD) e Policlorodibenzofurani (PCDF).

- PM: particelle solide e liquide sospese nell'aria che si distinguono principalmente in base alle loro dimensioni in PM2.5 (diametro inferiore a 2.5 micrometri), PM10 (diametro inferiore a 10 micrometri) e Particelle ultrafini (con dimensioni nanometriche tra i 20-100 nm).

Queste sostanze sono già presenti nelle nostre case, in quanto sono emesse anche dal fumo di sigaretta, dei camini, delle stufe a legna, e persino dall’uso di condizionatori, caldaie a gas, dalle vernici e da alcuni materiali da costruzione. Quindi l’uso di candele non fa altro che peggiorare ulteriormente la qualità dell’aria domestica.

Le possibili conseguenze sulla nostra salute

È noto che le candele emettono sostanze potenzialmente pericolose, tra cui formaldeide, benzene e benzo(a)pirene, classificati dallo IARC come cancerogeni per l’uomo, e toluene, una neurotossina.

Tuttavia, come detto, non esistono studi validi sul tema che possano dare delle indicazioni precise ai consumatori. Uno studio pubblicato sul Journal of Regulatory Toxicology and Pharmacology ha rilevato che le emissioni di formaldeide e benzene prodotte dalle candele di paraffina rientrano nei limiti definiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Ignoro, ma mi chiedo se questa affermazione consideri l’esposizione globale a tali emissioni, visto che, come detto poc’anzi, non sono solo le candele ad esporci ad essi, ma tante altre attività che si tengono negli ambienti chiusi.

Le ricerche disponibili, spiega Altroconsumo, si concentrano sugli effetti a breve termine e suggeriscono che l’esposizione agli inquinanti indoor potrebbe avere un impatto sulla funzionalità polmonare, sul sistema cardiovascolare e sull’attività cerebrale. Alcuni studi più ampi ipotizzano che le particelle rilasciate negli ambienti chiusi possano favorire processi infiammatori e di stress ossidativo, aumentando il rischio di problemi cardiovascolari e respiratori.

I produttori dicono che le candele in paraffina sono sicure, ma solo se...

Le aziende produttrici di candele (come Candelisscandles, che assicura che la paraffina è sicura, anche se ne riconosce i limiti in termini ambientali, in quanto risorsa non rinnovabile, e vende in gran parte candele in cera di soia, colza o stearina) e le associazioni di categoria (come la National Candle Association) sostengono che le candele sono sicure per l’uso in casa, a patto che:

- se ne faccia un uso moderato

- siano composte di cera ben raffinata, ovvero purissima. di alta qualità, e certificata (quale sia e come sia possibile riconoscerla non è dato saperlo, in assenza di una chiara e oggettiva regolamentazione, di certificazioni riconosciute e di un qualsiasi obbligo di indicare la composizione delle candele in commercio).

- siano acquistate da produttori affidabili (come già detto, cosa li renda affidabili, senza label validi, non è dato sapere)

- siano composte con uno stoppino di qualità, in cotone o legno

- che lo stoppino sia senza piombo (non è quasi più in uso, ma non vi è obbligo di indicarlo). Secondo la European Candle Manufacturer Association, meno del 2% degli stoppini utilizzati in Europa contiene questa sostanza. Non ero forte in matematica, ma per me significa che il 2% li usa, ma come li riconosciamo?

- che lo stoppino non sia trattato con certe sostanze nocive mai ben specificate. Uno studio del Ministero dell’Ambiente danese ha evidenziato che gli stoppini trattati con sali solubili in acqua, come fosfati e solfati di ammonio, possono incrementare significativamente l’emissione di particelle ultrafini.

- lo stoppino non sia troppo lungo (andrebbe tagliato prima di ogni utilizzo a circa 3-5mm o 5-7mm dalla candela, ma i siti non concordano e ho trovato tutte le lunghezze in questo range, indicata come ottimale) e quindi va mantenuto ogni volta alla giusta lunghezza per evitare fiamme alte e fuliggine

- non siano accese più candele contemporaneamente nello stesso ambiente.

- non si lascino accese per più ore consecutive.

- siano accese in un ambiente ben ventilato (bisognerebbe arieggiare prima e dopo l’uso, ma verificare che anche durante l’uso vi sia un ricambio d’aria)

- non siano esposte a correnti d’aria o passaggio di persone che possano muovere la fiamma facendola bruciare storta, generando maggior fumo nero (fuliggine). Cercare di mantenere una combustione uniforme.

- per lo stesso motivo, non siano spostate mentre sono accese.

- controllare sempre che, per un motivo o un altro, non producano fumo nero durante la combustione, per evitare di generare fuliggine.

- che si valuti anche la dimensione e forma delle candele, quale fattore di maggiore o minore produzione di fuliggine.

- quando la si accende, la si lasci accesa almeno 1 ora senza spegnerla, o comunque finché tutta la superficie piana superiore non sia colata.

- che la si spenga con uno snuffer, invece di soffiare, per limitare il fumo residuo

- quando la si spegne, non la si riaccenda per almeno 1 ora.

- possibilmente sia conservata, da spenta, sotto ad un coperchio, perché rimanga pulita e non prenda polvere che possa bruciare una volta riaccesa.

- in qualche modo, non lasciarle in giro mentre sono spente, in quanto uno studio del 2015 ha dimostrato che alcune candele emettono tossine anche da spente!.

- siano evitate candele con ‘additivi chimici sospetti o profumi artificiali eccessivi

- che siano tenute a debita distanza da dove ci troviamo noi

- che siano evitate in presenza di persone con particolari sensibilità, come donne in gravidanza, bambini, animali o persone con problemi respiratori

- se prodotte in casa, che si usino contenitori puliti e totalmente privi di impurità

Beh, non so voi, ma a me è passata la voglia. E non è ancora finita!

Le peggiori: le candele profumate, di qualsiasi cera

Peggio ancora delle candele di qualsiasi cera, vi sono le candele profumate!

Diversi studi indicano che le candele profumate tendono a emettere una quantità e varietà maggiori di composti organici volatili (VOC) rispetto a quelle non profumate, derivanti sia dalla combustione della cera (formaldeide, acetaldeide e benzene), sia dall’evaporazione della fragranza (limonene, linalool e benzaldeide). Inoltre, le candele profumate possono generare livelli più alti di idrocarburi policiclici aromatici (PAH).

Alcuni studi suggeriscono che le candele con fragranze floreali, orientali e speziate rilasciano meno formaldeide e acetaldeide di quelle fresche e fruttate. In particolare, dato un intervallo di concentrazione di formaldeide da 0 a 400 parti per miliardo considerato accettabile, uno studio di aprile 2015 ha dimostrato come una candela alla fragola ne emettesse 2’098 parti per miliardo e una al kiwi e melone addirittura 12’742!!

Le candele profumate possono comportare un problema in particolare per le persone sensibili o con problemi respiratori e asma, per la presenza di allergeni o irritanti, come gli ftalati, presenti nelle profumazioni sintetiche (e collegati anche a problemi di apprendimento e comportamento, obesità, sviluppo compromesso dell’apparato riproduttivo e altro, o il limonene, noto allergene che può causare irritazioni cutanee, difficoltà respiratorie e asma, in particolare nei bambini. L’American College of Allergy, Asthma and Immunology (ACAAI) raccomanda alle persone con asma di evitare le candele profumate.

Maggiori emissioni tossiche sono rilevate anche dalla combustione di candele colorate.

Conclusioni

In conclusione, la combustione in ambienti chiusi peggiora sempre, poco o tanto, l’aria dei nostri ambienti, facendoci respirare composti che possono essere irritanti, allergizzanti, fino a diventare dannosi e compromettere la nostra salute, a lungo andare. Questo è particolarmente vero per persone sensibili o con allergie o problemi respiratori.

Le candele in paraffina, soprattutto quelle più economiche e specie se colorate o profumate, sono la soluzione peggiore, rilasciando composti potenzialmente tossici. Le ricerche non hanno provato la loro tossicità in modo univoco, stabilendo a volte che le emissioni rientrano nei limiti imposti dall’OMS e a volte (come per le candele profumate alla fragola o al kiwi) li superano di molto. Tuttavia non considerano l’impatto globale di tutte le attività che si svolgono in un ambiente chiuso, il cumulo delle quali, per logica matematica, dovrebbe gioco forza superare questi limiti.

Se amate le candele e l’atmosfera che creano, optate per candele in cera vegetale certificata e da coltivazioni sostenibili e locali, come soia o colza, senza profumazione o con fragranze naturali e certificate.

Un’altra opzione è quella di acquistare semplicemente una luce a LED dai colori caldi e soffusi, come punto luce estetico e accogliente per i vostri ambienti.

Se invece quello che volete è il rilascio di fragranze nell’ambiente, ma volete evitare le candele, potete scegliere un diffusore di oli essenziali, facendo però attenzioni a quali fragranze scegliere, perché, anche qui, i dubbi sulla salute sono molti.

Secondo Sarah Evans, professoressa associata di medicina ambientale e climatologia presso la Icahn School of Medicine al Mount Sinai, sentita da Quotidiano Benessere, ‘alcuni studi hanno scoperto che la diffusione di oli essenziali causa problemi respiratori e interferisce con la memoria e il processo decisionale’, e ‘alcuni tipi di oli sono tossici per bambini e animali domestici e possono contenere una miscela di sostanze nocive [ma,] come le candele, gli oli essenziali non sono regolamentati o testati per garantire che siano privi di contaminanti’.

Quindi, il mio consiglio è quello di informarsi sempre accuratamente e non farsi ingannare da diciture non supportate da certificazioni chiare. Se avete dubbi, evitate.

Se pensate di essere al sicuro perché avete scelto di profumare i vostri ambienti con gli incensi, vi devo deludere: anche questi rilasciano composti organici volatili dannosi, come benzene e formaldeide. Quindi anche l'inalazione del fumo dell'incenso può causare effetti nocivi sulla salute.

Uno studio pubblicato su Science Direct ne ha dimostrato la cancerogenicità, a causa delle elevate concentrazioni di benzene. Per ridurre i rischi per la salute la distanza dal punto di combustione dell'incenso dovrebbe essere di almeno 11 metri!

Il miglior modo per avere una casa profumata in modo sicuro e naturale? Tenere gli ambienti puliti e sgombri (e arredateli con materiali naturali): saranno naturalmente privi di cattivi odori. Se avete bambini o animali domestici, usate cucce o mobili sfoderabili e lavabili e lavate spesso anche i giochi. Arieggiate spesso, anche in inverno. E se volete dei profumi più intensi, acquistate una pianta che fa fiori dei quali gradite la fragranza o coltivate piantine aromatiche in vaso da tenere in cucina (basilico, timo, lavanda).

"Consuma meno; condividi meglio." 

Hervé Kempf, giornalista e scrittore

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