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Consigli ultra-pratici per trasformare le piccole abitudini quotidiane in gesti d'amore per la nostra salute, gli animali, le piante, il pianeta. Azioni semplici liberamente ispirate a decrescita, acrescita, minimalismo, sostenibilità, etica... 
per preservare il nostro futuro e quello di tutte le altre forme di vita.
Gioielli etici per l’ambiente e i diritti umani

Gioielli etici per l’ambiente e i diritti umani

I problemi ambientali e sociali legati alle risorse impongono scelte più sobrie, ovvero ridurre il superfluo. Tuttavia, se proprio amate i gioielli, il consiglio è pochi, durevoli e soprattutto etici.

Nella maggior parte delle culture umane, regalare un gioiello, soprattutto un anello di fidanzamento o una fede nuziale, è una tradizione radicata e per molte persone quasi imprescindibile.

Uno stile di vita sobrio e sostenibile dovrebbe però considerare un ridimensionamento delle proprie scelte (quantomeno non circondarsi di troppi gioielli e, quei pochi, sceglierli oculatamente e farli durare), in quanto metalli preziosi, diamanti e gemme sono risorse limitate sul nostro pianeta e la loro estrazione comporta importanti problemi sociali e ambientali oltre che violazione dei diritti umani.

“Le condizioni in cui vengono estratti oro e diamanti possono essere brutali”, denuncia ancora nel 2018 un rapporto di Human Rights Watch (HRW). “Bambini sono rimasti feriti o hanno perso la vita mentre lavoravano in piccole miniere d'oro o di diamanti. Le popolazioni indigene e altri residenti locali che vivono nei pressi delle miniere sono stati sfollati con la forza. Durante le guerre, i civili hanno sofferto enormemente a causa dei gruppi armati che si sono arricchiti sfruttando l'oro e i diamanti. Le miniere hanno inquinato i corsi d'acqua e il suolo con sostanze chimiche tossiche, danneggiando la salute e i mezzi di sussistenza di intere comunità.” Nel rapporto, HRW ha intervistato giovanissimi che, già dai 12-13 anni, lavorano 11 ore al giorno in miniera, utilizzando senza sicurezze sostanze tossiche per la loro salute.

Dall’introduzione del Kimberley Process (KPCS) nel 2003, la situazione è migliorata tantissimo e le aziende che hanno sfruttato miniere in zone di conflitto (soprattutto in Angola e Sierra Leone, causando indirettamente decine di migliaia di morti, tra cui migliaia di bambini), come la De Beers, che ne aveva il monopolio, hanno dovuto fare marcia indietro.

Ma “non è sufficiente” spiega Geopop in un articolo del 2024. “Infatti [nel Kimberley Process] non si parla di diritti umani in generale e l'estrazione della pietra potrebbe comunque coinvolgere persone sottopagate e costrette a lavorare in condizioni disumane.” Ancora in anni recenti, infatti, per citare un caso esemplare, in Zimbabwe, l'attuale governo legittimo ha commesso violazioni dei diritti umani non contemplate dal KPCS.

I diamanti provenienti da zone di conflitto sono stati banditi dai centri di taglio storici occidentali come Anversa (Belgio), ma in India e Cina il controllo è minimo. Pertanto, i “diamanti insanguinati” continuano a entrare nelle catene di approvvigionamento.

Scegliere gioielli sostenibili, e supportare i rivenditori attenti alla filiera, è quindi importante, poiché la produzione convenzionale è ancora troppo spesso legata a pratiche lavorative non etiche e a problemi ambientali. L'estrazione tradizionale di metalli e pietre preziose ha finanziato conflitti armati e condizioni di lavoro insicure e di sfruttamento. Ha inoltre una serie di impatti ambientali, tra cui l'inquinamento delle acque e il degrado del suolo spiega The Good Trade.

Idee etiche, sostenibili e inclusive

Allora, come regalarsi un gioiello davvero ‘pulito’ e sostenibile, di cui andare fieri? Ci sono sempre più gioiellerie che ormai vendono solo gioielli certificati o i cosiddetti ‘diamanti etici’.

Di seguito ecco alcune idee tra le mie preferite, scelte in particolare fra quelle che propongono anelli di fidanzamento, visto il San Valentino in arrivo. Gioiellerie che prediligono la trasparenza nella filiera, l’uso di metalli preziosi e diamanti ricondizionati e, in sempre minor parte, di estrazione etica, con impatto ambientale ridotto o compensato; che promuovono, in sede e nella filiera, pratiche lavorative sicure, controllate e inclusive e che danno un contributo sociale, con buone pratiche aziendali o donazioni, sostenendo minoranze, comunità locali o organizzazioni no profit.

Uroburo Onlus – cooperativa sociale del monzese (con un negozio gioielleria fisico a Milano) che da anni si occupa di disabilità. Il laboratorio di produzione di gioielli è rivenditore autorizzato di Oro Fairmined e utilizza diamanti Ethical Diamond. Per l’associazione, “essere coerente nell’impegno sociale significa avere attenzione per le filiere dei metalli e dei diamanti impiegate”.

Potete creare da voi il vostro anello di fidanzamento o la vostra fede nuziale, ma trovate anche gioielli artigianali di ogni tipo, per i quali sono impiegate persone con disagio psichico, nell’ambito di un progetto di reinserimento sociale e operano in cooperativa senza scopo di lucro i cui ricavi creano lavoro sociale.

Se invece preferite scegliere dal vostro divano (e spesso risparmiare qualche soldo, pur pagando il giusto), vi sono molte gioiellerie etiche online, tra le quali vi segnalo:

Automic Gold – azienda inclusiva e da sempre dedicata alla realizzazione di gioielli etici, comodi e di tutte le taglie (perché ‘siamo tutti diversi per forma e dimensioni, e lo stesso dovrebbe valere per i gioielli’, dichiarano). I loro gioielli sono di produzione ecologica ed etica dall'inizio alla fine: per ‘rifiutare il fast fashion e incoraggiare investimenti riciclabili e durevoli’ e per ‘dimostrare che le aziende possono prosperare senza cedere allo sfruttamento alimentato dall'avidità’.

Tutti i metalli e la maggior parte delle pietre preziose naturali provengono dal riciclo di vecchi gioielli e dispositivi elettronici. Ad eccezione degli opali bianchi (estratti in Australia) e dei diamanti salt and pepper e neri (provenienti dall'India), tutte le altre pietre preziose naturali provengono da piccole aziende statunitensi, non da grandi società. Usa anche pietre sintetiche per ridurre l'estrazione mineraria. Tutti i gioielli, inoltre, sono prodotti localmente nel loro studio di NY.

Prezzi equi, rifiuto di finanziamenti da investitori, in modo da non compromettere mai i propri valori per il profitto, tetto massimo per lo stipendio dell’amministratore delegato e condivisione dei profitti annuali con i dipendenti, sono un plus di questa azienda newyorkese.

Una curiosità in più? Il loro vero ‘big boss’, di cui trovate una foto al link sopra, è una bassotta di nome Luna, che fa la guardia e il controllo qualità dei gioielli ;)

Brilliant Earth - un impegno per la trasparenza è iniziato con il proprio personale standard Beyond Conflict Free™, seleziona i diamanti in base alla loro provenienza etica e rispettosa dell'ambiente, superando lo standard ‘conflict-free’ del Kimberley Process, che definisce come ‘conflict-free’ i diamanti che non finanziano guerre contro governi legittimi. Una definizione troppo ristretta, per Brilliant Earth, e che spesso ignora i diamanti contaminati da violenza, violazioni dei diritti umani, distruzione ambientale e sfruttamento dei lavoratori.

Utilizza materiali riciclati e sostenibili, applicando pratiche efficienti dal punto di vista energetico e riducendo al minimo la propria impronta di carbonio. Tra i propri obiettivi, giungere al 100% di metalli riciclati o fairmined, impegnarsi per un’economia circolare con design senza tempo, garanzie a vita e riciclo, abolire la plastica e raggiungere lo Zero Waste nei propri uffici e negozi entro il 2050 e il Net Zero di emissioni di energia.

Mejuri – i suoi gioielli in oro 14k (più resistente e durevole) sono prodotti al 94% con oro riciclato e al 6% con oro da estrazione responsabile, quelli in platino al 100% da materiale riciclato e i diamanti naturali provengono da filiera etica, secondo il suo standard di approvvigionamento SEA (Social & Environmental Accountability). Quest’ultimo, richiede che i loro fornitori rispettino standard di rispetto dei diritti umani, pratiche di lavoro eque e sicure, protezione ambientale e business a conduzione etica.

Bario Neal – azienda inclusiva impegnata per una gioielleria etica e sostenibile e per smantellare gli ‘stereotipi dell’industria matrimoniale’. I suoi gioielli hanno un design gender-neutral (o di genere neutro) e sono prodotti al 100% da metalli preziosi riciclati o di estrazione etica (Fairmined), gemme e diamanti riciclati o etici di provenienza australiana o canadese, ma è possibile scegliere anche diamanti coltivati.

Sostiene inoltre un’estrazione mineraria artigianale e su piccola scala che crea opportunità per l'emancipazione economica delle donne. Dona infine il 13% dei suoi profitti ad organizzazioni internazionali o locali in linea con la propria missione.

Aurate – ‘gioielli con una forte etica’, questo l’impegno sostenibile di Aurate, che ammette ‘quella dei gioielli non è l'industria più etica che ci sia e noi siamo qui per cambiare questa situazione’.

‘Che siano estratti o creati in laboratorio, puoi stare tranquillo sapendo che i tuoi diamanti Aurate sono conflict free’, grazie allo standard Kimberley Process.

Si fonda sull’idea che tutti meritino gioielli all'altezza del proprio valore e si concentra su materiali resistenti che sopportano l'usura quotidiana, prezzi trasparenti e accessibili, pratiche sostenibili per proteggere il pianeta e donazioni tangibili per mantenere la propria coscienza pulita. Catbird - ‘creare gioielli belli, durevoli e con il minor impatto ambientale possibile’, questo il loro mantra sin dalla creazione, nel 2004. Oltre il 95% di oro riciclato, diamanti riciclati, una ridotta impronta di carbonio (lavorano tutti sotto lo stesso tetto nel Brooklyn Navy Yard) e imballaggi certificati FSC: queste le iniziative che li contraddistinguono.

I loro materiali vanno ben oltre le normative standard del settore, per garantire la qualità di ogni pietra utilizzata. Catbird è inoltre membro certificato di No Dirty Gold, una campagna internazionale che ha come obiettivo la riforma del settore.

In oltre 21 anni, infine, hanno donato ad enti no profit oltre 2,3 milioni di dollari.

In conclusione

Un sacco di proposte, per lo più dagli Stati Uniti e spesso con politiche aziendali inclusive e davvero originali. Speriamo siano d'ispirazione a produttori e gioiellieri locali per innovare un po’ le proprie proposte.

Un modo diverso di fare gioielli è possibile, ed anche a prezzi trasparenti e spesso super-accessibili! Bello sapere che il diamante che si indossa è pulito non solo dentro ma anche… fuori!

"Consuma meno; condividi meglio." 

Hervé Kempf, giornalista e scrittore

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