Consigli ultra-pratici per trasformare le piccole abitudini quotidiane in gesti d'amore per la nostra salute, gli animali, le piante, il pianeta.

In ufficio o a scuola: rientro in leggerezza (anche per l'ambiente!)
Settembre è per molti il rientro dalle vacanze! Che torniate sui banchi di scuola o alla scrivania di un ufficio, la cartoleria è sostenibile!
Una delle cose che si scoprono, quando si inizia ad analizzare e riadattare il proprio quotidiano in chiave sostenibile, è che plastica, spreco, coloranti chimici, sostanze tossiche, roba inutile e soldi buttati istigati da pubblicità aggressive si nascondono in ogni dove, anche nelle cose più piccole e apparentemente banali.
Non servono statistiche. Provate ad immaginare 7 miliardi di persone (tolte quelle che hanno a malapena un gessetto o una matita), che hanno cartoleria in casa (di solito in quantità eccessiva) per gestire la burocrazia e dieci volte di più se si hanno bambini che colorano, disegnano o creano.
Ognuno dei membri di ogni famiglia ha inoltre una sua gamma di oggetti di cartoleria in borsa o nello zaino, così come in ufficio o a scuola, dove ogni anno scolastico i nostri bambini sono spinti a desiderare tutto nuovo gettando oggetti ancora funzionali e in buono stato.
Ora pensate che questa cartoleria è fatta di: zaini e astucci in materiali sintetici misti non riciclabili; coloranti e sostanze trattanti potenzialmente tossici; portapenne in plastica pieni zeppi di penne in plastica che spesso neanche funzionano bene o si rompono o si dimenticano nei cassetti e si seccano e che quindi vengono gettate ancora piene di inchiostro; gomme sintetiche trattate, tossiche e non riciclabili; temperini di plastica scadenti che durano poco; righe, squadre e goniometri in plastica che si rompono o rovinano in poco tempo; matite in legno vergine e materiali di carta da foreste non gestite responsabilmente…
Tutte queste cose hanno una durata scarsa, spesso quasi a singolo uso, perché di bassa qualità e da noi trattati con disattenzione e superficialità. E sappiamo qual è la destinazione finale di ognuna di queste cose: la discarica, dove vengono bruciati o si degradano nell’ambiente rilasciando sostanze nocive o micro-plastiche. È sempre il solito discorso. Quello che è ‘solo una penna’ per un singolo, è un disastro ambientale per un pianeta di 8 miliardi di persone.
Eppure, le alternative ci sono! E la cartoleria sostenibile può essere anche molto più divertente, soprattutto per i bambini, di quella oggi presente nelle nostre case. Pensiamo alle matite o ai fogli che, una volta usati, possono essere piantati e curati fino a diventare fiori dai mille colori, piantine aromatiche o prati verdi! Oppure ad un astuccio personalizzato, con gli animali o i temi che ci piacciono di più e fatto con le nostre mani oppure dalla nostra mamma o nonna, delle quali rimane un ricordo indelebile, da trattare con amore!
Io ho solo cartoleria sostenibile e, per gran parte dei prodotti, non dovrò mai più spendere un solo centesimo! Basta comprare cose abbastanza resistenti perché non si rompano e abbastanza belle perché non ci annoino mai, questo è il trucco per farle durare una vita senza sentire mai il bisogno di sostituirle.
L’astuccio è naturale, artigianale o fatto a mano

Basta una semplice ricerca su internet per vedere di cosa è composta la maggior parte degli astucci in commercio: plastica, tessuti sintetici come poliestere o nylon, pelle e cuoio o nel migliore dei casi in plastica riciclata o R-Pet. Niente di accettabile per chi è attento al ciclo di vita dei prodotti e non vuole fare danno alla natura o agli animali.
I miei due astucci (uno per casa, uno per lo zaino da portare in giro o per lavoro), hanno 23 anni e sono come nuovi. Li ha fatti all’uncinetto e foderati la mia nonna e ogni volta che li uso penso a lei con affetto e riconoscenza e mi sento bene! Questo dovrebbero fare gli oggetti: essere utili e farci stare bene.
Se siete capaci di crearne uno, è la cosa più bella: sarà completamente personalizzato ed esattamente della forma, colore e disegno che preferite. Inoltre, sarà una bella soddisfazione e una sana scarica di dopamina.
Se non ne siete capaci, o l’idea non vi piace, potete trovare online astucci in tessuto 100% naturale, prodotti artigianalmente e/o localmente, divertenti ed originalissimi se non addirittura unici!
Si possono inoltre comprare ai mercatini (ma si trovano anche online), astucci artigianali fatti da privati. In questo caso, spesso il materiale di composizione non è specificato, quindi controllate bene.
- Miss Hobby – astuccio in feltro con decorazioni di gatti.
- Etsy – sul miglior sito per acquisti online da piccoli negozi di artigianato di tutto il mondo, si trovano diverse opzioni che trovo assolutamente adorabili! La germanica Koseli2020 propone il classico astuccio ‘cilindrico’ con cerniera, in canapa con fodera in cotone; stesso genere, dalla Francia, HappyHempAndCoFrance, in pura canapa; dalla Lituania, DKfromlinen un divertente astuccio in lino e cotone fatto a mano con rane disegnate, per bambini, ma non solo; dalla Polonia, solinen una pochette che, nella sua versione più piccola è un perfetto astuccio in lino grezzo per penne e matite; infine dalla Lettonia, se vi piace avere penne e matite ben organizzate e volete un tocco di originalità, l’astuccio arrotolabile in lino di meetraLinen.
- Ecoggetti – astuccio in juta e cotone, zip con laccio in corda e foglia, all’ingrosso, personalizzabile ecolor con logo aziendale o altro, contenente righello in bambù, matita in legno grezzo senza trattamenti chimici, penna in cartone da recupero, temperino in legno, gomma naturale incartata con carta ecologica.
- HiGift – astucci in 100% cotone (bianchi, che poi potete anche dipingere a vostro piacimento) oppure in sughero naturale e cotone con zip.
Il portapenne è in metallo o legno, riciclabile a fine vita
Continuiamo a ripeterlo: il metallo è eterno ed eternamente riciclabile. Il legno può essere varie volte ricostituito e riutilizzato. Scegliete dei portapenne in questi materiali, se volete che il vostro ufficio o scrivania siano sostenibili.
Basta una semplice ricerca su qualche sito d’acquisti affidabile per trovarne centinaia. Per esempio su Etsy, per portapenne vintage o in legno creativi o per bambini, oppure su siti di cartoleria da ufficio per prodotti più formali e minimal.
Se poi avete dei bambini, vi piace l’upcycling e non volete spendere soldi e addirittura riciclare qualche scampolo di stoffa, potete creare da voi un portapenne come attività con i più piccoli. Ecco un esempio su Paciuga, Brega e Imbelina.
Le penne sono uniche, senza plastica e ricaricabili

Se vi chiedessi di disegnare una penna, probabilmente disegnereste la classica penna biro in plastica trasparente con il tappo blu rosso verde o nero, oppure una penna-tipo in plastica con pulsante per far uscire la punta e fermaglio per attaccarla ai fogli. Quante ne avete avute, viste, toccate, usate, nella vostra vita? E come voi miliardi di persone da diversi decenni. Pensate ora a che fine hanno fatto...
Probabilmente, gran parte di tutte le penne prodotte nella storia sono ancora da qualche parte, degradate in micro- o nanoparticelle di plastica, nei terreni e nelle acque del pianeta, nel cibo che mangiamo o nel nostro fegato. Eh, sì. La plastica non è biodegradabile e, a seconda della sua forma e composizione, non è nemmeno riciclabile.
Cosa fare, quindi?
In linea di principio, si dovrebbe tornare ad avere una penna. Intendo… una! Bella, di buona fattura, resistente, in metallo o legno, ricaricabile e da trattare bene perché vi accompagni per tutta una vita. Di seguito alcuni suggerimenti di artigianato locale.
- Luigi Rosina – falegname e ‘pennivendolo’ malcantonese (Svizzera, Canton Ticino) insieme alla figlia Patrizia crea penne biro o stilografiche uniche, tornite a mano in legni pregiati, classiche o intarsiate, a seconda dei gusti. Più locale e artigianale di così, non si può!
- Malcantòn – qui non è chiaro l’artista, ma l’associazione propone pezzi di artigianato malcantonese, tra cui una penna in legno interamente lavorata a mano, biro o stilografica.
- Sec Woodpen – vi sono ancora molti artigiani che creano penne in legno interamente a mano, come Stefano Costantini, del Vicentino. Dal suo sito non è possibile l’acquisto diretto, ma è possibile contattarlo.
Per gli uffici e la scuola, i luoghi pubblici o le penne da tenere nei posti tattici in caso di necessità (tipo il cruscotto dell’auto), possiamo invece optare per le sempre più numerose e fantasiose penne ecologiche in commercio: in bambù, sughero, carta o legno.
Ecco alcune proposte (l’acquisto è all’ingrosso perché online comprare una penna da 20 centesimi non è proponibile per ovvi motivi, ma nei negozi più forniti le troverete – oppure ne fate comprare una partita alla vostra scuola, ufficio, azienda o famiglia).
- Alfabet – penna a sfera in legno economica adatta per tutti i giorni, di faggio laccato naturale, proveniente da foreste correttamente gestite. Con refill in inchiostro blu.
- Pandoo – penna a sfera in bamboo.
- Ecoggetti Eco penna in sughero – 100% biodegradabile, 100% riciclata e riciclabile, 100% vegan, dettagli in alluminio riciclabile e astuccio in cartoncino da recupero.
- Ecoggetti Penna con scarti di fondi di caffè RI-MOKA© - innovativa e d’ispirazione. Il materiale è derivato da polvere di caffè costituita da fondi di caffè riciclati, fibre di legno riciclate e un polimero basato sulle piante. Personalizzabile con ecolor.
- Siti come BeGifted – propongono svariate opzioni di penne in sughero, carta e mais, cartone, bambù, legno… .
Vi sono poi molte opzioni che utilizzano plastica riciclata dai mari e PET da bottiglie riciclate, per esempio Pilot. Una bella iniziativa per ripulire i mari e forse si possono usare queste penne nei casi in cui non si trova altro.
Io penso e ripeto continuamente che i rifiuti plastici andrebbero riciclati solo per produrre quegli oggetti che ancora non hanno alternative ecologiche (e nel frattempo si dovrebbe smettere di consumare e produrre plastica vergine, se no non ne usciamo più).
Inoltre, se e quando la vostra penna sarà da buttare (se ricaricabile e di buona fattura: mai!), riciclatela separando eventuale punta, fermaglio, anima e pulsante in metallo dal fusto in legno/sughero/carta.
Le matite sono riciclate, in carta o FSC

L’impatto delle matite può sembrare nullo, ma è invisibile e multisfaccettato. Possiamo citare lo sfruttamento di risorse come il legno e la grafite, l’eventuale presenza di parti in plastica o plastificate, trattamenti con coloranti o sostanze tossiche, l’aggiunta del gommino per cancellare e di pezzi in metallo che dovrebbero essere separati al momento del riciclo, ma non sempre si riesce.
Iniziamo subito col dire che è meglio preferire matite senza gommino integrato. Non tanto per la difficoltà di separare le parti al momento di gettarla, o perché quasi nessuno lo fa, quanto perché il gommino è sintetico, tossico, inutile e quasi mai funzionante. Inoltre è troppo sporchevole e macchia i fogli. Evitabile.
Evitate poi, di base, di acquistare matite confezionate nella plastica. Inutile. Sceglietele sfuse o in confezioni di carta.
Infine, preferitele certificate FSC (da foreste gestite responsabilmente, per evitare il sovrasfruttamento e il depauperamento del nostro polmone verde) oppure ancora meglio in legno riciclato o carta riciclata.
- Tombow – matite in legno riciclato. La matita Ki-Monogatari giapponese utilizza residui di legno compattati con la tecnica delle dita, la grafite è parzialmente riciclata e la confezione in cartone riciclato.
- Pandoo – matite in carta di giornale riciclata. Si trovano su diversi siti di acquisto, qui è linkato il sito originale germanico. Se volete optare per matite in carta di giornale riciclata per la vostra scuola o azienda, le potete acquistare in grosse quantità su Espansione Grafica o Print all Items.
- Alisea – propone invece Perpetua, matita personalizzabile (interessante per aziende o gruppi di vario tipo) realizzata con polvere di grafite recuperata e potenziata. Un’idea utile e intelligente, purtroppo patentata dall’azienda e pertanto non facilmente espandibile.
- Sprout – merita un cenno questa matita dell’azienda danese Sprout, alla cui sommità si trova una capsula biodegradabile contenente semi di erbe aromatiche, fiori etc, la cui idea è di essere piantata (una volta la matita diventata tanto corta da non poter più essere usata per scrivere) e dare vita a una nuova pianta. Sul fusto della matita si trova il nome della pianta, alla sommità (di modo che una volta nella terra si veda cosa si è piantato), e una frase motivazionale, vicino alla punta. L’idea è deliziosa e funziona se questa è l’unica matita che abbiamo e che usiamo spesso. Io personalmente ci metto anni a consumare interamente una matita, pur avendone poche. Un lasso di tempo che farebbe scadere qualsiasi seme non trattato chimicamente in modo non desiderabile. Inoltre, soprattutto per i giovanissimi, la tentazione di piantare i semi quando la matita è ancora quasi intera mi sembra troppo allettante e sarebbe uno spreco maggiore che buttare un piccolo mozzicone di legno e grafite dopo 10 anni di utilizzo. Interessante come regalo aziendale o di nozze, a titolo simbolico.
Ad alcuni piace usare un portamine. In questo caso, è un risparmio di risorse (legno del fusto della matita) solo se lo si usa per molti anni, se è in legno o metallo riciclabili e se si acquistano mine di ricambio confezionate nel cartoncino e non negli astuccetti in plastica dura. Come queste, per esempio, ma ne ho trovate facilmente anche nelle cartolerie fisiche.
- Alfabet – portamine in legno di faggio da foreste gestite responsabilmente.
I colori sono in carta riciclata o FSC

Per le matite colorate, vale lo stesso discorso che per le matite a grafite. Ne trovate ovunque di certificate FSC, ma anche, ormai sempre di più, in legno o carta riciclati. Per esempio:
- Pandoo – matite colorate in carta riciclata.
Per la plastica utilizzata, vergine o riciclata, e le sostanze tossiche con cui sono prodotti, eviterei di dare ai miei figli pennarelli sintetici che entrano in contatto con pelle o mucose se li mettono in bocca. Si può farli colorare con pastelli naturali o acquerelli (in un prossimo post sulle produzioni artistiche) oppure con le matite colorate, anche acquerellabili.
Se invece proprio non potete fare a meno dei pennarelli, almeno prendeteli in plastica riciclata e made in Italy, come quelli di Carioca (anche in versione Jumbo).
Per quanto riguarda gli evidenziatori, per quanto mi riguarda evitabilissimi visto che non ne ho mai usati, se proprio non riuscite a fare senza Edding propone evidenziatori ecologici. Prodotti con materiale rinnovabile, venduti in contenitore di carta, hanno inchiostro a base di acqua e sono ricaricabili.
Il temperino è in metallo con lame sostituibili

Qui non ci sono storie. Il temperino è uno, unico ed eterno: quello in metallo con lame sostituibili. Funziona sempre, meglio di qualsiasi baracchino in plastica, dura una vita e si coordina con tutto. Va benissimo anche per le matite del trucco!
È vero, ci sono anche temperini in legno. Tuttavia, nel caso si dovesse mai gettare, per un corretto riciclo andrebbe separato il corpo in legno dalla lama in metallo ed è un lavorio che si può evitare, comprandone uno interamente in metallo.
Si trova sia singolo che doppio.
La gomma è atossica e naturale, in caucciù
Sempre più marche propongono gomme per cancellare senza ftalati o senza PVC. Tuttavia, questo non significa che la gomma sia naturale e biodegradabile, solo che sono state evitate queste sostanze tossiche (che le altre gomme sintetiche contengono!).
La gomma propriamente detta nasce nel 1770 con la scoperta che la resina di caucciù poteva cancellare i segni di grafite. Fu poi vulcanizzata dal 1835 da Goodyear per renderla più stabile e durevole.
Oggi, la stragrande maggioranza delle gomme per cancellare in commercio è in PVC, TBR, plastica o vinile e ancora troppo spesso, soprattutto le gomme economiche o ‘giocattolo’ (sì, quelle con le belle formine colorate che diamo ai nostri figli!) contengono benzene, ftalati, PVC... Per capirci, il benzene è una sostanza tossica e l'esposizione a lungo termine può causare vertigini, nausea, vomito e altri sintomi; la formaldeide è una sostanza dall'odore pungente e l'esposizione a lungo termine può causare irritazione alle vie respiratorie e alla pelle.
| Il PVC è una delle materie plastiche più dannose per l'ambiente e la salute. Non è biodegradabile e la sua produzione richiede l'uso di cloro e produce sottoprodotti tossici.Le gomme in PVC contengono spesso ammorbidenti come gli ftalati, che possono rappresentare un rischio per la salute, soprattutto per i bambini che maneggiano frequentemente materiale scolastico.Con l'usura, producono minuscole particelle che entrano nell'ambiente contaminando il suolo e l'acqua, con effetti negativi sugli ecosistemi. Alcune gomme contengono poi coloranti artificiali o lattice, che possono provocare reazioni allergiche negli utenti più sensibili. |
Gli esperti consigliano pertanto di evitare gomme di bassa qualità e di controllare i bambini quando ne fanno uso, perché non le ingeriscano o mettano in bocca, e di lavarsi bene le mani dopo averle usate.
Un’alternativa più sicura e sostenibile è la gomma in caucciù naturale, che diverse marche propongono ancora accanto a quelle sintetiche.
La propongono, tra le altre, Pelikan, Faber-Castell, Läufer, Cretacolor, Divine Design…
La colla è senza solventi, senza plastica o riciclata
Lo stesso discorso sulle sostanze tossiche si può fare per la colla. Per i piccoli lavoretti di casa, come i biglietti natalizi o i pacchetti, io miscelo un cucchiaio di farina bianca con un poco di acqua e la spennello sulla carta da incollare. La colla dei miei nonni :)
Altrimenti, esiste una colla in pasta tutta italiana, interamente naturale a base di destrina in acqua e senza solventi: la Coccoina! Prodotto dal 1927 in barattoli di alluminio, si spalma con un pennellino.
Per praticità e in casi particolari, si trova sempre più facilmente anche la colla stick ecologica: in plastica riciclata e senza solventi, come questa di Carioca.
Righe e squadre sono in legno o metallo

Le righe per sottolineare o le squadre per fare gli angoli possono essere acquistate in legno. Sono belle e più adatte ai bambini. Se servono per misurazioni più tecniche e di precisione, meglio il metallo (di solito alluminio), anche se ne esistono in legno molto precise.
Entrambe si trovano facilmente ovunque e sono eterne, ma anche doveste gettarle, possono essere riciclate (nel caso dell’alluminio, infinite volte).
- Su Amazon ve ne sono centinaia di tipi per tutti gli usi e necessità, sia in legno che in metallo. Per esempio, divertenti righelli in legno decorati per i bambini, con diversi disegni, oppure con il nome inciso.
- Oppure potete acquistare righe, squadre, righe a T e altri strumenti per disegno e misurazione (anche all’ingrosso, per uffici o scuole), su Calligraphystore, Vanni, Archivionet, Lagicart e tanti altri siti di cartoleria specializzati, senza alimentare il grande commercio e le spedizioni di lungo raggio.
Le graffette

Le graffette sono di metallo, e su questo, pare, non si scappa. Tuttavia, ce ne sono molti tipi plastificati in superficie. Quindi se volete una cartoleria ecologica, prendetele in metallo puro.
La carta per la stampa è riciclata o FSC
Sono ormai anni che gli uffici, le intestazioni delle e-mail e le istituzioni ci martellano con la frase ‘stampa questa mail solo se necessario’. Il principio è corretto e sempre valido. Tuttavia, valutate anche se e quanto dovrete lavorare su quel testo.
In primo luogo, è sempre più riposante per la vista lavorare su un testo cartaceo che su schermo. Secondariamente, tenere acceso uno schermo per lungo tempo è comunque inquinante, quindi a volte meglio stampare.
In questo caso, scegliete carta riciclata o, se preferite i fogli bianchi, carta certificata FSC, ovvero ottenuta con legno proveniente da foreste gestite responsabilmente. Si trovano come alternativa dovunque si possa acquistare un blocco di fogli ‘classico’.
Post-it e quaderni riciclati o in materiali innovativi

Lo stesso discorso della carta per la stampa, vale anche per questi prodotti. Cercateli in carta certificata FSC, riciclata, oppure in materiali innovativi come paglia o riso, per diversificare le risorse alla fonte.
Si trovano anche suggestivi e divertenti blocchi, fogli o post-it in carta piantabile a fine vita. Messa nella terra, genererà fiori o piantine.
- Alfabet – blocchi di fogli colorati A4 in cartapaglia, non stampati. Oppure quaderni cuciti in varie forme e colori. Vi sono anche quelli ad anelli, per chi li preferisce.
- Pandoo – quaderni a quadretti o a righe in carta di bambù. Oppure quaderni vuoti, sempre in bambù.
- Concetto è – post-it con semi, piantabili una volta utilizzati. Divertenti per i bambini.
- Etsy The natural Paper co. - taccuino in carta Lokta di fiordaliso, fatto a mano in Nepal.
- iGreen – block notes piantabili, con semi.
- Greenpeace - se volete qualcosa di più colorato per i più piccoli, Greenpeace ha un’intera gamma di quaderni sia a righe che a quadretti, per scuola elementare, media o superiori. In carta 100% FSC e carta riciclata rigenerata con inchiostri vegetali certificati.
Bucatrice e graffatrice sono solide e durevoli

Questi prodotti sono generalmente in gran parte in metallo. La scelta ecologica, in questo caso, sta nel sceglierli solidi e duraturi, quindi di marche affidabili, come Leitz o comunque qualcosa dall’aspetto solido. I miei li ho da 25 anni, mia madre da almeno 30, ma mi è capitato in scuole o uffici di trovarne di tanto scarsa qualità che dopo pochissimi usi si rompevano.
Importante è anche, come per tutte le cose, trattarli con rispetto e attenzione (il che significa anche che se la perforatrice è adatta per 30 fogli al massimo per volta, non bisogna tentare di bucarne 50). Non solo per le risorse del pianeta, ma anche per il portafogli. Perché spendere più e più volte per una cosa così poco appagante? Trattatela bene e vi dimenticherete che esiste.
La calcolatrice, se serve, è in bambù
Certo, oggi quasi tutti abbiamo la calcolatrice integrata nei PC, laptop, cellulari, praticamente ovunque. Per chi avesse necessità di una calcolatrice esterna, ne esistono diversi tipi in bambù, grandi da tavolo, piccole oppure tascabili, anche adatte per gadget aziendali.
Il diario, l’agenda e i planner sono artigianali o riciclati

Oggi molti di noi usano i vari ‘calendar’ collegati alle e-mail o agli account aziendali o scolastici.
Tuttavia, per molti professionisti, scrivere con la libertà grafica e visiva e la praticità di un’agenda cartacea è insostituibile (e gli occhi ringraziano). Inoltre, i propri appuntamenti privati è sempre meglio tenerli offline e infine occupare spazio dati sui server e tenere attiva un’app mentre si pianifica sono attività dispendiose in termini energetici.
Per fortuna ci sono in commercio una miriade di agende e diari ecologici, in carta riciclata, FSC, in sughero, in cotone, in cartapaglia o in carta di riso, anche artigianali, fatte a mano localmente.
- Ariacarta – agende giornaliere o settimanali e tante altre opzioni in carta riciclata con copertina in cotone dipinta e rilegata a mano. Una creazione artigianale che valorizza le tecniche tradizionali della legatoria italiana. Nessuna macchina industriale, solo puro e delizioso artigianato made in Italy. Si trovano anche su Etsy.
- Malerba – agende e planning settimanali, anche personalizzati, stampati nel pieno rispetto dell’ambiente, con energia verde, inchiostri a base vegetale e su carta 100% riciclata e certificata.
- Sadesign.it – per scuole o uffici, si possono comprare in quantità all’ingrosso, ed eventualmente personalizzate con logo o frasi a piacere, agende in sughero, oppure pratici planning settimanali o agende in cartone riciclato proveniente dal riutilizzo dei surplus di produzione e dal riciclo della carta a fine vita.
I raccoglitori sono senza plastica

Sembra ovvio? Non lo è. I raccoglitori sono in cartone dai tempi dei tempi, eppure oggi qualche azienda ha deciso di portare la plastica anche lì, giusto perché non siamo abbastanza invasi dal malefico polimero che sta coprendo praticamente ogni parte della terra. Se non sono di plastica, sono plastificati all’esterno.
Sceglieteli in cartone riciclato o comunque non plastificato, o alla peggio del genere con solo la costa plastificata. Oppure minimal ed eleganti a zero plastica.
Cartelline e dossier sono in carta riciclata o FSC

Ecco una cosa che, sia essa in plastica o carta, per il numero elevatissimo e spesso frettoloso e distratto che ne facciamo, si rompe e si consuma rapidamente. Motivo in più per preferirle in carta, riciclabili. Sono inoltre anche scrivibili (sì, alcuni scrivono sulle cartelline di plastica con l’indelebile, ma funziona una sola volta… su quelle di carta si può scrivere a matita e riscrivere diverse volte). Si trovano davvero ovunque e di tantissime marche, tra cui le più famose Biella, Elco etc.
- Alfabet – propone cartellette in cartoncino ecologiche di vari tipi e colori, con elastico.
- Per organizzare meglio i documenti, ideali sono le cartelline a L in carta, bianche o colorate, eventualmente con finestra trasparente per visualizzare al volo il contenuto (ma non serve, dato che vi si può scrivere sopra), che trovate sia nei negozi fisici che online, per esempio qui o qui.
Anche le cartelline con i buchi da inserire nei raccoglitori si trovano facilmente in carta. Vi si scrive il contenuto ed ecco un’organizzazione perfetta e pulita dei propri dossier.
Lo zaino o la borsa in tessuto naturale e durevole

Zaini e borse per l’ufficio o la scuola sono generalmente prodotti in materiali sintetici misti, non separabili e non riciclabili. Finiscono pertanto (spesso ogni anno scolastico, per la voglia di nuovo che le pubblicità aggressive inducono ai nostri figli) in discarica tra gli ingombranti da bruciare.
Molte aziende propongono ormai zaini in R-Pet, prodotti con bottiglie riciclate, o in poliestere riciclato. Inutile ripetere come la penso. La cosa migliore, laddove esiste, è scegliere un’alternativa durevole, naturale, se possibile anch’essa riciclata, e farla durare per molti anni. Il materiale a mio parere migliore per durevolezza e impatto è la canapa. Ecco dove trovarne.
- PURE® - propone varie opzioni di borse e zaini adatti a contenere materiale scolastico e laptop. Nella sua linea vegan troviamo la borsa a tracolla (in bordeaux, khaki, grigio e nero in tessuto 55% canapa / 45% cotone bio) o lo zaino XL grigio, nero o in altri colori. Nella nuova linea, lo zaino grigio o nero con apertura facilitata e molti scomparti per una migliore organizzazione degli oggetti.
- Etsy – offre opzioni per tutti i gusti, artigianali, durevoli e di ogni dimensione. Basta fare una ricerca per parole chiave digitando ‘zaino di canapa’. Se ne trovano di diversi tipi, sia con colori tipicamente tibetani ed etnici, sia in tinta unita, più eleganti e discreti.
