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Decalogo per feste sostenibili e senza stress
Feste e celebrazioni fanno parte delle culture umane, ci fanno sentire uniti e allegri, ma hanno un costo enorme per il pianeta, le nostre tasche e la salute
Il periodo natalizio è uno dei più amati e sentiti in assoluto nel mondo, con celebrazioni e tradizioni tipiche nazionali, regionali e religiose diverse e spesso curiose. Il Natale di stampo cristiano (in alcuni paesi viene festeggiato senza accezione religiosa, ad esempio in Uruguay, stato laico, dove è considerato la festa della famiglia) è ormai presente in ogni continente (sebbene alcuni paesi a maggioranza musulmana, come Somalia o Brunei, ne abbiano vietato le celebrazioni) ed è vissuto e festeggiato in modi anche molto diversi dall’Europa all’Africa, dalle Americhe all’Asia, fino all’Australia e alle isole più disperse.
Sebbene ogni cultura abbia la propria festa annuale più sentita, dal Ramadan (date diverse ogni anno) o il Mawlid al-Nabi (nascita di Maometto, a inizio autunno), a Diwali (festa indiana delle luci tra metà ottobre e metà novembre), da Hannukah (festa delle luci ebraica, in dicembre) al Natale ortodosso oppure l’Epifania o il Capodanno (il più noto oltre a quello occidentale è quello cinese) etc, il Natale, oggi, con la sua forza commerciale, viene festeggiato praticamente ovunque ed è probabilmente il più mediatizzato e consumistico a livello globale.
Tutte le festività, però, oggigiorno, comprese Pasqua, Carnevali, compleanni, S. Valentino, S. Patrizio etc… sono accomunate da un problema moderno: un grande spreco!
Un grande disastro ambientale
O meglio “un grande disastro ambientale” secondo gli ambientalisti di tutto il mondo: nei soli 3 giorni dal 24 al 26 dicembre, le emissioni di CO2 salgono del 6% e si genera il 5,5% dell’impronta di carbonio globale dell’anno.
Solo in Italia, gli addobbi luminosi genererebbero, dall’8 dicembre al 6 gennaio, fino a 20mila tonnellate di CO2 in più, con un incremento del +30% rispetto al resto dell’anno, come dimostrato dai dati raccolti dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima).
Inoltre, lo spreco alimentare supera le 500’000 tonnellate; la produzione di rifiuti, in particolare imballaggi, carta e cartone, è registrata in circa 80.000 tonnellate, oltre 3 kg per famiglia; infine i trasporti: tra spostamenti privati, consegne e spedizioni di regali, cibo e forniture natalizie (alberi, addobbi, etc) produce un aumento delle emissioni inquinanti in atmosfera (CO2, ossidi di azoto, ecc.) di circa il +130% rispetto ad altri periodi dell'anno, con danni diretti e indiretti per la salute umana e l'ambiente, dichiara il presidente della Sima Alessandro Miani.
Dentro lo 'stress materiale', fuori lo spirito delle feste
Al contempo, soprattutto nei paesi occidentali, lo spirito natalizio è sempre meno sentito. Spesso, anzi, il periodo festivo, con la sua corsa ai regali, i cenoni da preparare, i parenti da sopportare, lo stress di correre a destra e a manca in mezzo alle folle in centro città, ci stressano più di quanto ci affascinino. Questo ci porta a spendere troppo solo per la non voglia di pensare meglio ad un regalo, a sprecare cibo e risorse solo per la stanchezza di sparecchiare e pulire dopo le feste, etc.
Insomma, spesso aspettiamo il Natale tutto l’anno per poi non vedere l’ora che finisca!
Tornare alle emozioni genuine
Allora, come ritornare a sentire quelle emozioni a cui siamo intimamente legati dalla nostra infanzia e non rendere questo periodo un vero sfacelo ambientale (oltre che per i portafogli)?
Impariamo a prendercela con calma e goderci il periodo senza stress. Compriamo meno e meglio, passiamo più tempo con la famiglia, riscopriamo il senso della festa, non sprechiamo, facciamo la differenziata, riutilizziamo o ricicliamo gli imballaggi.
10 idee per feste sobrie, sostenibili e senza stress

- Scegliete un albero vero, vivo, locale, certificato FSC e senza pesticidi. Potete prenderlo in vaso e portarlo dentro nel periodo delle feste e poi coltivarlo come pianta ornamentale tutto l’anno in terrazzo o in giardino, oppure piantarlo quando diventa troppo grande per essere riportato dentro. Leggete il nostro articolo dedicato per altri dettagli.
- Scegliete addobbi semplici e naturali: in legno, stoffa, metallo o fatti in casa con materiali naturali riciclati (è una bella attività da fare con i bambini in autunno!) o con pigne e legni raccolti nel bosco. Se non avete tempo per farli, acquistateli da artigiani locali nei molti mercatini delle nostre città. Abolite (regalate o rivendete, se ne avete), le palline e le ghirlande di plastica, che sono kitsch e ‘cheap’!
- Non esagerate con le luminarie: se proprio volete usarle, scegliete quelle a LED e intermittenti e, se possibile, invece che aggiungerle alle luci di casa, sostituitele (ovvero: se accendete l’albero, spegnete quella luce soffusa che tenete accesa in salotto, per esempio).
- Se vi piace inviare (o allegare ai regali) dei biglietti d’auguri, non comprateli! Sono inutilmente costosi, spesso plastificati o dipinti con colori tossici per l’ambiente e, infine, sono freddi e impersonali. Con pochissimo sforzo potete assemblare da voi dei biglietti personalizzati usando cartoncini di riciclo (che tutti abbiamo in casa) e concentrate le attenzioni al contenuto del messaggio: siate spontanei e sinceri, con auguri dedicati e pensati per il destinatario! Riempiranno il suo cuore e, se sarete bravi, strapperanno anche una lacrimuccia di commozione. Cosa c’è di meglio?
- Non eccedete con i regali: l’80%, specialmente i giocattoli, vengono dismessi entro i primi 6-8 mesi di utilizzo e finiscono nei rifiuti.
Se proprio non volete rinunciare a farne, pensate a regali che servono davvero a chi li riceve e sceglieteli naturali, etici e sostenibili.
La cosa più commovente sarebbe qualcosa fatto a mano da voi (ci sarà qualcosa che sapete fare - sferragliare un berretto di lana, comporre una canzone, scrivere una poesia, creare un oggetto in legno o stoffa riciclati...).
Potete anche regalare viaggi, weekend o esperienze, oppure donazioni a enti benefici o oggetti creati o venduti da questi e i cui proventi vanno a favore di opere di bene o per la natura.
Oppure potete pensare ad un regalo riciclato, se è in ottimo stato e vi sembra proprio perfettamente adatto per il destinatario.
Molti se ne vergognano, ma è un atteggiamento che va rivisto! Non c’è niente di male: un oggetto che ci è appartenuto, se ben tenuto, non è meno igienico o di valore che uno comprato da uno scaffale e ha fatto il giro del mondo in camion (lo sapete tra quante mani – e in che modo – passa la merce che arriva nei negozi?). - Impacchettate i regali con carte, cartoncini, nastri di riciclo. Ne abbiamo sicuramente tutti un’ampia scorta, in casa, altrimenti potete usare anche carta di giornali o riviste, con le scritte o foto che preferite, oppure le carte con cui sono confezionati i pacchi postali che ricevete a casa. Abbelliteli con pigne, foglie o fiori secchi raccolti da voi: saranno i pacchetti più trendy sotto qualsiasi albero! La carta da pacco industriale e i nastri di plastica, costituiscono la maggior parte dei rifiuti durante il periodo natalizio!
- Acquistate (o fate in casa) candele in cere naturali di cocco, soia o colza (la maggior parte di quelle in commercio sono fatte di paraffina, un derivato del petrolio!), senza coloranti e senza profumi. Lo so, le candele profumate sono molto apprezzate, ma sono anche le più dannose per l’aria dei nostri ambienti e per la nostra salute: gli esperti consigliano infatti di usarle con parsimonia e di arieggiare bene gli ambienti, in quanto rilasciano molte sostanze tossiche (come spieghiamo in questo articolo). Questo consiglio vale in particolar modo se avete allergie o problemi respiratori. Attenzione! Ogni candela, ogni combustione, è potenzialmente dannosa per la salute, ma almeno con quelle naturali non alimenterete il mercato del petrolio e limiterete una parte di sostanze tossiche rilasciate nell’aria di casa.
- Evitate gli sprechi di cibo! Fate una chiara lista della spesa con solo il necessario, cucinate solo ‘quanto basta’ (nessuno uscirà comunque affamato!), riutilizzate in modo creativo gli avanzi nei giorni successivi. Trovate online molti consigli culinari deliziosi, per il riciclo degli avanzi.
- Limitate i dolci industriali. Fate voi i biscotti con ingredienti naturali e casalinghi, evitate di comprare 10 panettoni e pandoro che poi non mangia nessuno e se potete sceglieteli di produzione locale e artigianale, per esempio alla pasticceria sotto casa! Avranno almeno fatto meno strada e consumato un sacco meno CO2.
- Limitate (o evitate, se potete) i prodotti di origine animale! Perché la festa sia per tutti! Ogni anno, miliardi di tacchini, oche, polli, manzi e maiali sono uccisi per portare sulle nostre tavole cibi stra-grassi che, per la maggioranza, finiscono nella pattumiera, perché al secondo piatto, in molte case, tutti i commensali sono già sazi! Soprattutto il 24 dicembre, che è tradizionalmente ‘di magro’, sperimentate qualcosa di vegetariano o vegano: una vellutata ai funghi, una pizza o un piatto vegano festoso!
Se riuscirete a introdurre nelle vostre abitudini festive anche solo uno di questi consigli, avrete già fatto tanto. Sfidatevi a migliorarvi e seguirne il più possibile. Per il nostro ambiente, per la nostra salute, per gli animali e, ultimo ma non ultimo, per il portafogli!
