Consigli ultra-pratici per trasformare le piccole abitudini quotidiane in gesti d'amore per la nostra salute, gli animali, le piante, il pianeta.

Fresco… che riscalda!
Ventilatori, climatizzatori… consigli per sopravvivere alla canicola senza peggiorare troppo la situazione e per prepararsi ad estati sempre più asfissianti.
Il riscaldamento climatico non è mai stato tanto tangibile quanto ora e mai come ora si percepisce l’urgenza di agire. L’estate 2026, con la sua canicola precoce e prolungata, è già candidata per diventare la più torrida di sempre.
L'Europa è il continente che si scalda più in fretta al mondo, più del doppio della media globale.
Già a giugno le temperature hanno raggiunto tetti record in diversi paesi, toccando i 44,3 °C in Francia (record assoluto per l’esagono), 42,7 °C in Portogallo e sud della Spagna, 38 °C nel Regno Unito.
Dal 2020 i morti per il caldo in Europa sono oltre 200’000, quest’anno se ne sono contati 1’300 solo nell’ultima settimana di giugno e le strutture sanitarie sono messe duramente sotto pressione.
Anche la quotidianità è stata duramente intaccata: in Francia le scuole sono state chiuse, i treni ridotti, le centrali nucleari spente, gli agricoltori hanno lavorato di notte; in Italia i cavi elettrici sotterranei surriscaldati hanno provocato blackout ripetuti proprio quando la domanda di condizionamento era al massimo.
L’allarme salute è stato lanciato il 28 giugno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che ha emanato una nuova versione della sua guida ‘Heat Health Action Plan’ (piano d’azione caldo salute) ad uso di governi ed istituzioni perché possano mettere in atto misure di prevenzione e gestione del fenomeno in rapida crescita.
‘La crisi climatica non è più una minaccia lontana; è una cruda realtà, e la sua manifestazione più immediata e letale è il caldo estremo’ ha detto il Direttore regionale per l’Europa del World Health Organization (WHO) Dr. Hans Henri P. Kluge.
Le misure introdotte in 20 anni a seguito dell’ondata di calore eccezionale del 2003, hanno già salvato vite: senza questi interventi, si stima che i numeri sarebbero superiori dell’80%. Tuttavia queste misure non sono sufficienti e c’è ancora tanto da fare.
La situazione è particolarmente grave nelle aree urbane, dove si concentra già oggi il 75% della popolazione mondiale e dove si prevede vi vivrà l’80% entro il 2050. E la crescente domanda di condizionamento non fa che aumentare il problema. Uno studio cinese del 2024 ha dimostrato che all’esterno di palazzi con un’alta densità di unità esterne di condizionamento, la temperatura può salire anche di 2.5 gradi rispetto alla norma.
Nelle città Europee, impreparate per queste temperature, con stabili spesso inefficienti e pochi alberi, le isole di calore rendono la vita invivibile.
La vulnerabilità demografica è altissima. L’80-90% dei morti per il caldo ha più di 65 anni. Malattie preesistenti come ipertensione, diabete e problemi respiratori amplificano il pericolo. Le ondate di calore prolungate stressano il sistema cardiovascolare, respiratorio e termoregolatorio del corpo umano, aumentando il rischio di disidratazione e collasso. ‘Il caldo estremo incide sia sulla salute fisica che su quella mentale’, mette in guardia l’OMS.
Lungi dal voler essere un articolo di consigli sanitari, per i quali rimando alle istruzioni dell’OMS e degli enti preposti, passiamo qui in rassegna le misure che si possono intraprendere per arrivare sani a settembre impattando un po’ meno.
Perché se il condizionatore è la prima cosa che ci viene in mente, l’uso massiccio di energia fossile e di gas refrigeranti non farà altro che peggiorare la situazione, ora e negli anni a venire.
1. Alcune regole di base salva-vita
‘Molte persone, comprese quelle più esposte, sottovalutano la propria vulnerabilità al caldo’ Spiega la guida dell’OMS. ‘La disponibilità ad agire è influenzata dalla percezione del rischio e dal fatto che le persone ritengano o meno che le comunicazioni siano rilevanti per loro [...] le percezioni del pubblico sono influenzate dai valori, dalle emozioni, dal contesto e dai messaggi a cui le persone sono esposte. Atteggiamenti positivi nei confronti del caldo, stereotipi culturali e tradizioni possono ridurre ulteriormente i comportamenti precauzionali’.
Una quota enorme della mortalità da calore avviene in casa, al chiuso, e riguarda persone che non si percepiscono a rischio! Quindi non solo per le persone considerate vulnerabili, ma per tutti, ecco alcune precauzioni di base da tenere sempre bene a mente suggerite dall’OMS:
- Non uscire nelle ore più calde
- Idratarsi regolarmente, a piccoli sorsi frequenti, con pause. Ogni 30-60 minuti
- Raffreddare il corpo con un panno umido su viso, collo e braccia
- Chiudere le persiane nelle ore calde e aprire le finestre solo quando fuori è più fresco che dentro (se l'aria non è inquinata da incendi)
Inoltre, è importante monitorare quotidianamente famigliari o vicini soli anziani o vulnerabili. Se non è possibile farlo spesso di persona, attivare una rete di controllo tra vicini o con enti specializzati.
Fate attenzione anche ai vostri animali domestici, che rischiano tanto quanto noi. Trovate i nostri consigli in questo articolo.
Infine, per resistere meglio al caldo, mangiate sano e leggero! È vero, con il caldo si perde appetito: ‘un meccanismo di adattamento dell’organismo che evita così di affrontare processi digestivi interminabili, fonte di dispendio energetico e aumento della temperatura.’ Spiega il sito di informazione indipendente Reporterre. ‘È quindi consigliabile evitare cibi molto grassi, fritti o consumati in grandi quantità'. Ed evitate anche gli alcolici.
'È tuttavia importante continuare a seguire un’alimentazione sufficiente, varia ed equilibrata. Da consumare senza riserve: frutta e verdura ricche di acqua, locali e di stagione.’
2. Scegliere una casa efficiente o ristrutturare
‘Se le misure individuali servono a sopravvivere all'ondata, è sulla città che si gioca la partita di lungo periodo’ dice giustamente il sito Scienza in Rete in un bell’articolo. ‘La guida (OMS) dedica grande spazio all'ambiente costruito, riconosciuto come il fattore che più di ogni altro può amplificare o smorzare l'esposizione al caldo. Morfologia urbana densa, poca vegetazione, superfici scure che assorbono calore come asfalto e cemento, edifici mal ventilati: tutto questo alimenta l'isola di calore e mantiene le città più calde’.
Se la vostra casa è un forno, sappiate che non è ‘normale e inevitabile’. Le case ben costruite, dentro rimangono fresche d’estate e calde d’inverno. Si può arrivare fino a 10 e più gradi in meno, a seconda delle misure adottate in fase di costruzione.
- Se siete in affitto, pensate a trasferirvi. Può sembrare un fastidio, ma nei prossimi anni il caldo inciderà sempre di più e voi invecchierete: non potete restare in una casa bollente! Visitate la vostra prossima casa durante un pomeriggio d’estate. Lo stesso se state acquistando casa. Cercate un alloggio nei pressi di un parco o una zona verde con alberi o corsi d’acqua. Ne guadagnerete sia in raffrescamento domestico che in benessere mentale.
- Se proprio non potete spostarvi in un posto più vivibile, chiedete ai proprietari di casa di rendere la casa più efficiente, per esempio cambiando i vetri delle finestre o intervenendo con lavori di mitigazione del calore (pareti e tetti verdi, piantando alberi in cortile, migliorando l’isolazione etc).
- Se state costruendo, affidatevi ad uno studio d’architettura esperto in costruzioni efficienti e chiedete espressamente una casa ben isolata e con le più moderne soluzioni anti-caldo.
- Se siete proprietari, pensate ad una ristrutturazione graduale, partendo dai punti deboli: vetri sottili, isolamento etc.
- Se avete un giardino, una terrazza o un balcone, puntate sulla vegetazione: le piante creano ombra e abbassano la temperatura grazie al fenomeno di evapotraspirazione. Piantate alberi, rampicanti, bambù o canneti in modo da fare ombra sui muri, le finestre o i balconi.
- Non solo per il caldo, valutate seriamente di installare pannelli solari e fotovoltaico sui tetti, in modo da alimentare anche una ventilazione interna con energia autoprodotta.
- Se avete un cortile o un giardino, anche in città, pensate ad installare dei sistemi di geotermia, suggerisce a La Repubblica Nicola Armaroli, chimico del Consiglio Nazionale delle Ricerche ed esperto di energia, “A casa mia il caldo che catturo all’interno non lo metto fuori dalla finestra, ma lo scarico sotto terra, con apposite sonde. E d’inverno inverto il processo per scaldare gli ambienti interni”.
- Chiedete al vostro comune di intervenire per migliorare l’urbanistica della città, per il bene di tutti, creando aree verdi, zone di refrigerio, piantando alberi sui viali. Inviate loro la guida dell’OMS oppure consigliate loro il libro ‘Cronache da un pianeta confuso, tra illusione verde e speranza’ di Francesco Ferrini e Ludovico Del Vecchio. Un completo trattato sull’urbanistica del futuro, semplice e scorrevole.
3. Il ventilatore, con moderazione e in metallo

Il ventilatore classico sembra la scelta migliore, ma purtroppo non sempre è così, secondo l’OMS.
In casi di caldo estremo, ovvero sopra i 35 °C, il solo ventilatore può non bastare. Può anzi risultare controproducente per anziani, malati cronici o per chi assume farmaci che alterano la termoregolazione, in quanto accelera la disidratazione senza raffreddare davvero il corpo.
Tuttavia, per le persone in salute, quando non ci sono alternative e come coadiuvante insieme ad altre soluzioni come bagnare la pelle, vale la pena averne uno. Ma non uno qualunque.
Scegliete ventilatori duraturi ed efficienti, solidi, interamente in metallo. Magari spendete un po’ di più ma vi garantirete una lunga durata di vita del prodotto evitando ingombranti plasticoni che, usando risorse non rinnovabili e spesso prodotti economicamente in modo poco attento, non fanno che peggiorare il problema.
‘Per ottenere un effetto più rinfrescante, si consiglia di posizionare davanti una bottiglia d’acqua congelata oppure un panno ben bagnato’ consiglia Reporterre.
4. Il ventilatore da soffitto
«Un ventilatore a soffitto consuma da 25 a 40 volte meno elettricità di un condizionatore, offrendo un servizio che può essere paragonabile. È una soluzione low-tech, piena di buon senso, che va scoperta o riscoperta», spiega a Reporterre Robert Célaire, ingegnere bioclimatico ed ex docente presso una scuola di architettura.
‘I ventilatori a soffitto creano un movimento d’insieme delicato e regolare, che avvolge chi si trova nella stanza. La corrente d’aria così prodotta facilita la dispersione del calore attraverso la pelle, grazie al fenomeno dell’evapotraspirazione.’
Anche qui, cercate dei ventilatori a soffitto in materiali naturali, come il legno, evitando di far produrre altra plastica.
5. Fuori casa, ventaglio e vaporizzatore ricaricabile

Resistente fermamente alla tentazione di acquistare un ventilatore portatile in plastica! Una vera ‘aberrazione ecologica’, denuncia Reporterre.
‘Racchiusi per lo più in un involucro di plastica (terzo settore al mondo in termini di emissioni di gas serra), i miniventilatori funzionano grazie a una batteria al litio e a vari metalli rari come nichel e cobalto, la cui estrazione è estremamente inquinante (gli scarichi tossici di solventi chimici contaminano l’aria, l’acqua e il suolo) e molto dispendiosa in termini di energia e acqua.’
Assemblati per lo più in Cina, il loro trasporto nel mondo è anch’esso molto inquinante.
Infine, poiché spesso fragili e di scarsa fattura, resistono ben poco all’usura. Facilmente rompibili e difficilmente riparabili finiscono regolarmente nella spazzatura e ad aumentare l'ammasso di rifiuti che produciamo.
Optate per il buon vecchio ventaglio, che funziona sempre alla perfezione e sceglietelo in materiali sostenibili, evitando plastica e materiali di origine animale come seta o pelle. Evitate anche i ventagli in carta, durano davvero poco e non ne vale la pena.
Ecco qualche modello da cui trarre ispirazione.
- Su Etsy, trovate con una semplice ricerca modelli sostenibili di ogni genere: in lino, cotone, minimal in bambù, in legno di sandalo, in sughero, ve ne sono anche di esotici, in paglia naturale Jipi Japa dal Messico o palma di Iraca dalla Colombia o in foglia di palma nativa delle Filippine Abaniko (tuttavia, queste ultime soluzioni non sono pieghevoli quindi inadatte da tenere in borsetta).
- Sferruzzare non è roba da nonne - Per chi ha buone mani, è inoltre possibile fare da sé un ventaglio all'uncinetto! In questo caso, rendetelo fresco e arioso usando filo di lino o di cotone.
- Ventaglio Spagnolo – produce ventagli della tradizione iberica dipinti a mano da Don Vicente e da sua sorella Doña María. Hanno diversi modelli in cotone, come il ventaglio ‘pioggia di fiori’ in cotone e legno di pero, ma attenzione perché alcuni sono in seta. Se volete un ventaglio vegano, leggete bene la composizione del modello scelto.
- Viana – un ventaglio unico e originale, che semplifica la forma classica utilizzando solo 4 asticelle. Fatti al 100% a mano in Spagna, con aste di legno di Danta, 100% lino certificato, custodia e sacchetto in lino 100%. Hanno anche un comodo laccetto per appenderlo al polso, che però purtroppo è in pelle, quindi non è una soluzione perfetta.
Se volete, aumentatene l’efficacia con un piccolo vaporizzatore. Non serve spendere soldi e risorse per un vaporizzatore commerciale di qualche marca di acqua, tanto in voga: prendete un piccolo vaporizzatore in vetro o metallo ricaricabile, di quelli per spruzzare le piante.
6. Vacanze al fresco

Se ne avete la possibilità, recatevi in zone più fresche, durante i periodi di canicola. Una valle o una zona montana, anche nelle regioni più calde, spesso sono sufficienti. Eviterete sia il pericolo, che la bolletta e l’inquinamento dovuti al raffrescamento elettrico di casa vostra, inoltre farete rigenerare e riposare il vostro corpo.
7. Il 'clima', per brevi periodi e con fluidi naturali
‘È lo stesso documento OMS a sottolineare la natura bifronte del condizionamento: utile per l'immediato, dannoso a livello sistemico. Aiuta, insomma, ma non è la soluzione: è inaccessibile per i redditi bassi; energivora e può portare a un “sovra-raffreddamento” ostacolando l'acclimatazione fisiologica al caldo. Nella situazione attuale contribuisce sia all'isola di calore urbana sia al cambiamento climatico, peggiorando quindi l'esposizione nel medio-lungo periodo’, riporta Scienza in Rete.
I sistemi di regolazione climatica contribuiscono in modo importante al riscaldamento climatico, in due modi. Tramite il consumo di energia, soddisfatta ancora in gran parte dai combustibili fossili, e tramite l’utilizzo di gas refrigeranti.
I sistemi più vecchi, utilizzano ancora HFC (idrofluorocarburi) come refrigeranti, che hanno un potenziale di riscaldamento globale (GWP) significativamente più alto rispetto all’anidride carbonica.
Negli ultimi anni, l’industria ha introdotto diverse innovazioni per ridurne l’impronta ecologica.
- Tecnologie più efficienti per ridurre il consumo energetico (come l’utilizzo di inverter per regolare la velocità del compressore).
- Refrigeranti naturali come ammoniaca, CO2 o gli idrocarburi come propano (R290) e isobutano (R600a) che hanno un GWP molto più basso. L’R717 o ammoniaca ha un GWP pari a 0, la CO2 a 1, gli idrocarburi a 3, mentre un gas refrigerante come l’R134a, per paragone, ha un GWP di 1430.
- Pannelli solari per alimentare i climatizzatori.
- Domotica per controllare i dispositivi in modo più efficiente, riducendo gli sprechi energetici.
Rivolgetevi a ditte serie e attente all’impatto ambientale e chiedete sempre il tipo di gas in uso nel climatizzatore prima di acquistarlo.
Inoltre, investite in modelli con etichette energetiche ad alta efficienza e mantenete sicuro ed efficiente il vostro impianto con una manutenzione regolare da parte di tecnici autorizzati, come la pulizia dei filtri e la verifica delle perdite di refrigerante.
Evitate ricariche fai-da-te: sono pericolose e non consentite dalla legge!
Non tenete il clima acceso per mesi indipendentemente dalla temperatura, ma usatelo con parsimonia!
Infine, per la sicurezza del nostro ambiente, del nostro cibo e dell’acqua che beviamo, quando si decide di sostituire un vecchio climatizzatore, è fondamentale conferirlo presso centri di raccolta autorizzati o attraverso il rivenditore al momento dell’acquisto di un nuovo apparecchio.
8. Non arrendetevi
Infine, noto spesso come la gente percepisca il problema ambientale e la nostra colpa nell’averlo causato, ma è come arresa e impotente. Non disperate! Possiamo fare ancora qualcosa, ma dobbiamo farlo subito!
Con le nostre scelte quotidiane, ma anche facendo pressione sui commerci perché offrano prodotti più attenti all’ambiente, sui grandi inquinatori perché si prendano le loro responsabilità e si avviino verso un netto cambio di rotta e sui nostri governi perché prendano di petto il problema, smettendo di rinviare la scomoda e impopolare, ma necessaria e urgente, soluzione del problema al ‘mandato di un altro’.
9. Scelte commisurate alla propria condizione e alla temperatura
Per qualsiasi soluzione o combinazione di soluzioni optiate, fatene l’uso corretto e commisurato alla vostra condizione fisica e alla temperatura.
Se non fa troppo caldo, è inutile tenere sempre accesi tutti i condizionatori. Consideratelo solo una soluzione estrema per i periodi di canicola. Prima di arrivare a questo, valutate gli altri punti di questo articolo. Non impostate una temperatura troppo bassa. Al momento dell’acquisto, scegliete la potenza in base alla metratura dei vostri spazi, è inutile strafare.
Se non siete in una stanza per diverso tempo, spegnete i ventilatori. Se non siete a casa, non è necessario tenerli accesi per tante ore in vostra assenza.
Moderazione e buon senso, sono sempre la via giusta.
